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ER2 - DELTA DEL PO
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ITINERARIO

Edu-Geo - ESCURSIONE EMILIA ROMAGNA - 2

NAVIGANDO LUNGO UN DELTA E LE SUE MORFOLOGIE
5000 anni fa - Presente
Delta del Po (Ferrara-Rovigo, Italia NE)

Andrea Minchio
(con la collaborazione di Giovanni Gabbianelli)

Università di Bologna

2009

andrea.minchio@unibo.it
 
 

Pagina in costruzione

     
 
SINTESI DEI CONTENUTI

Questa escursione è l’esplorazione di un territorio in evoluzione, un’evoluzione molto rapida governata dal continuo scorrere del fiume, dall’incessante moto del mare e in parte anche dall’azione dell’uomo; siamo nel Delta del Po.
La partenza è calcolata dalla cittadina di Donada (RO), dove ha inizio l’escursione a piedi con attraversamento della duna fossile, mentre il ritorno è calcolato dal Faro di Goro (FE). Tempo complessivo 8 h, compresa la sosta pranzo che sarà effettuata durante il tragitto in barca.
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PRIMA PARTE

Circa intorno a 5000 anni fa, al termine della massima ingressione del mare la linea di costa era spostata un bel po’ (circa 26 km) all’interno rispetto alla linea di spiaggia odierna e consistenti cordoni dunosi separavano e delimitavano la spiaggia dal territorio retrostante. Le dune infatti sono corpi mobili che subiscono spostamenti lenti mano a mano che il vento spinge la sabbia in salita fino alla cresta. In questo modo il lato sopravento subisce un effetto di deflazione, mentre il lato sottovento, su cui la sabbia ricade per gravità, si accresce. Gran parte di queste morfologie riconoscibili nel territorio deltizio, sono considerate fossili, sono cioè imputabili a fenomeni già completamente conclusi nel tempo. Esse costituiscono perciò delle “istantanee storiche” insostituibili per la comprensione dell’evoluzione del Delta. Le dune fossili rappresentano infatti l’antico confine tra la terra e il mare, prima che il Po, con il trasporto dei detriti verso la foce, costituisse le attuali terre deltizie spostando in questo modo molto più avanti la linea di costa.

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Fig. 1 - Le dune fossili di Donada.


 

SECONDA PARTE

Meandro abbandonato: analisi delle acque tramite Sonda CTD e dei sedimenti tramite Benna Van Veen

La barca effettuerà uno stop per osservare da vicino il meandro abbandonato e per effettuare l’analisi delle acque fluviali e dei sedimenti del fondo. L’esercitazione durerà circa una ½ ora e sarà effettuata da ¼ dei ragazzi.

Fig. 2 -Il meandro abbandonato.

C’è la possibilità di fare un breve stop in località Cà Vendramini per fare visita al Museo della Bonifica .

Fig. 3 - .



Isola fluviale del Po di Goro: analisi delle acque tramite Sonda CTD e dei sedimenti tramite Benna Van Veen

La barca effettuerà uno stop per osservare da vicino l’isola fluviale e per effettuare l’analisi delle acque fluviali. L’utilizzo della sonda è molto semplice e permette di vedere in diretta le variazioni dei valori di Temperatura, Salinità, Profondità, pH.
In contemporanea sarà utilizzata la sonda Van Veen per prelevare un campione dell’alveo del fiume.
L’esercitazione durerà circa una ½ ora e sarà effettuata da ¼ dei ragazzi.
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Fig. 4 -

 

Foce del Po di Goro: analisi del sedimento di fondo tramite Benna Van Veen e analisi acque tramite Sonda CTD

Arrivati alla foce del Po di Goro la barca effettuerà uno stop per effettuare l’analisi dei sedimenti del fondo attraverso l’utilizzo della sonda Van Veen a mano e l’analisi delle acque fluviali tramite Sonda CTD. L’esercitazione durerà circa ¾ d’ora. Un gruppo di studenti effettuerà la bennata, mentre l’altro finirà l’analisi delle acque.

Fig. 5 -




TERZA PARTE

Approdo e visita al Faro di Goro

La barca approderà al molo del faro di Goro e di lì tramite breve camminata (5 Min) si raggiunge il Faro.

Fig. 6 -


Approdo e visita al Faro di Goro

Successivamente si raggiunge la spiaggia tra i 5 e i 15 min. dove si effettua una trivellata per analizzare la tipologia di sabbia presente e la successione degli strati (in totale circa 1 ora).


Approdo e visita al Faro di Goro

Successivamente si raggiunge la spiaggia tra i 5 e i 15 min. dove si effettua una trivellata per analizzare la tipologia di sabbia presente e la successione degli strati (in totale circa 1 ora).

Rientro

Il pulmino aspetterà gli studenti e gli accompagnatori presso la foce del Po di Goro, nei pressi dell’approdo per raggiungere il Faro.

Variazioni all’itinerario in caso di maltempo

Non previste. L’escursione può essere effettuata anche con maltempo (se questo ovviamente non impedisce l’uscita della barca).


 
 

 







 
Fig. 1


 
Fig. 2


 
Fig. 3


 
Fig. 4

 
Fig. 5

 
Fig. 6

     
 
PERCORSO

SOSTA 1 - Le dune fossili di Donada
(durata: 15’, in pullman)

Le dune sono corpi sabbiosi di origine eolica cioè si formano per l’azione del vento a contatto con il terreno. La loro forma, l’altezza e l’estensione dipendono dalla direzione del vento, dal rifornimento di sabbia e dalla vegetazione. Questa ha infatti lo scopo di intrappolare il sedimento ed impedire l’avanzamento della duna verso l’entroterra.
Le dune sono corpi mobili che subiscono spostamenti lenti mano a mano che il vento spinge la sabbia in salita fino alla cresta. In questo modo il lato sopravento subisce un effetto di deflazione, mentre il lato sottovento, su cui la sabbia ricade per gravità, si accresce. Gran parte di queste morfologie riconoscibili nel territorio deltizio, sono considerate fossili, sono cioè imputabili a fenomeni già completamente conclusi nel tempo. Esse costituiscono perciò delle “istantanee storiche” insostituibili per la comprensione dell’evoluzione del Delta. Le dune fossili rappresentano infatti l’antico confine tra la terra e il mare, prima che il Po, con il trasporto dei detriti verso la foce, costituisse le attuali terre deltizie spostando in questo modo molto più avanti la linea di costa.

Fig. 7 - Le dune fossili di Donada.


Grazie alle fonti storiche ed ai numerosi reperti archeologici ritrovati nel corso di varie campagne di scavo, è stata resa possibile la loro datazione. Si sono in questo modo riconosciuti ben otto cordoni costieri più o meno conservati che per quanto detto, rappresentano otto periodi storici. Dal più antico e quindi il più occidentale, di età pre-etrusca (circa 3000 anni fa) rinvenibile nei pressi delle località di Loreo e Tombino, in quest’ultima località le dune fossili raggiungono un’altezza massima di 2 m s.l.m.
Il più recente cordone dunoso si estende nella direttrice Fossone (S. Anna) - Caleri fin quasi al Po di Levante con un’altezza massima di 7 m s.l.m. e con un’età posteriore al 1600 d.C.
Le dune fossili di Porto Viro, comprese nel Parco Regionale Veneto del Delta del Po, rivestono notevole importanza dal punto di vista storico, geomorfologico e naturalistico. Esse sono inoltre classificate come Siti di Importanza Comunitaria (Rete Natura 2000) e soggette a vincolo idrogeologico e paesaggistico-ambientale.

Dal punto di vista storico e paesaggistico, le dune fossili di Donada permettono di identificare quello che, in età etrusca, era l’antico litorale adriatico. L’avanzare della linea di costa causato dall’apporto di sedimenti del Po ha quindi isolato questi cordoni dunosi in mezzo alla campagna. Oggi le dune fossili rimaste costituiscono uno degli ultimi residui di quel vasto sistema di cordoni litoranei formatosi tra l’età pre-etrusca e quella altomedioevale. Questo vasto sistema, che includeva dune alte anche una decina di metri, è andato irreparabilmente distrutto per l’escavazione della sabbia e l’espansione delle attività agricole e produttive. Le dune fossili di Porto Viro sono le uniche conservatesi nella provincia di Rovigo, assieme ai relitti dunosi esistenti nei Comuni di Rosolina (Volto) e di Ariano nel Polesine (Grillara e San Basilio).



SOSTA 2 - Imbarco

L’imbarco viene fatto in località Mesola. L’imbarcazione utilizzata è la Motonave Lino Beccati una barca a fondo piatto tipo pontoon (portata 30 persone). Qui inizia la parte di escursione all’interno del Delta e lungo il corso del Po di Goro.
Il Delta viene generalmente suddiviso in due parti che corrispondono alla sua parte più giovane detta Delta Attivo e a quella più antica detta Delta Fossile.
Il Delta Attivo è il risultato dello scorrere del fiume a partire dal 1604, da quando cioè i veneziani praticarono il Taglio di Porto Viro, l'opera idraulica di deviazione del corso del Po verso sud. L'opera fu realizzata dove ora sorge Taglio di Po, paese che porta nel nome il ricordo di quelľ intervento.
Il Delta Attivo è dunque il territorio più recente del Po, quello che interessa il Parco Regionale Veneto ed è quello in cui ci addentreremo da adesso in poi…


Spostamento Mesola – Meandro abbandonato
(durata: xx)

Il primo stop dall’inizio della navigazione lungo il corso del Po verrà fatto presso il meandro abbandonato. Il meandro ci darà la possibilità di affrontare le questioni relative alle dinamiche dei meandri e dei meccanismi di “salto del meandro” che danno origine ai meandri abbandonati. Nei pressi del meandro verranno effettuati un campionamento attraverso una Sonda Multiparametrica che darà indicazione sulle proprietà fisiche dell’acqua. In particolare la sonda misura parametri quali la Conducibilità, la Temperatura, la Salinità, la Profondità, l’Ossigeno Disciolto e il pH. La misura verrà effettuata tramite profilo verticale, questa procedura ci darà informazioni relative alla variazione dei parametri fisici con la variazione della profondità e ci permetterà di fare interessanti considerazioni sulla stratificazione dell’acqua, sul cuneo salino, e più in generale sui flussi misti di acque dolci e salate.
La sonda multiparametrica sarà messa in acqua da bordo barca e le misure verranno effettuate dagli studenti con l’assistenza della guida o del docente.
La seconda tipologia di misura verrà fatta attraverso una Benna Van Veen che viene utilizzata per campionare il sedimento del fondo. La benna raccoglie quantità variabili di materiale che possono essere portate in barca e analizzate per determinarne, seppur in maniera sbrigativa, le caratteristiche composizionali e chimiche.
I dati raccolti saranno inseriti in un PC portatile che permetterà di visualizzare i risultati raccolti, confrontarli e condividerli.


Fig. 8 - Il meandro abbandonato.


Spostamento Meandro abbandonato - Isola fluviale

L’imbarcazione effettuerà uno stop nei pressi di un’isola fluviale. La forma di questa isola ci da informazioni sulla tipologia di energia e di meccanismi che l’hanno formata. Nei pressi dell’isola verranno effettuati il campionamento attraverso Sonda Multiparametrica e la Bennata come nel corso dello stop precedente. La navigazione continuerà lungo il corso del Po di Goro.


Fig. 9 - L'isola fluviale.

 

Spostamento Isola fluviale - Foce Po di Tolle e Sacca Scardovari

In questo Stop n°3 verranno effettuate le operazioni di campionamento e analisi effettuate presso lo Stop 1 e 2.


Fig. 10- Foce del Po di Goro.







SOSTA 3- Il Faro di Goro

La sosta presso il Faro di Goro darà la possibilità di osservare l’ambiente di spiaggia. Il Faro è posizionato in prossimità della foce del Po di Goro che delimita il confine tra la Regione Veneto e la Regione Emilia Romagna ed anche tra il territorio del Delta del Po veneto e quello emiliano-romagnolo. Questa lingua di sabbia, definita Freccia Litorale o “Spit” in inglese, si estende verso Sud-Oest dalla foce del Po di Goro e delimita il confine della Sacca di Goro in direzione Sud-Est.
La barca approderà al molo del faro di Goro e di lì tramite breve camminata (5 Min) si raggiunge il Faro.
Successivamente si raggiunge la spiaggia tra i 5 e i 15 min. dove si effettua una trivellata oppure si scava una piccola trincea per analizzare la tipologia di sabbia presente e la successione degli strati (in totale circa 1 ora).
Sarà inoltre possibile prendere visione dell’intervento di protezione della spiaggia realizzato nelle immediate vicinanze del Faro e di osservare come il mare abbia già, a distanza di pochi anni, ridisegnato le geometrie della spiaggia.

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Fig. 11 - Il faro di Goro.

APPRODO FINALE


Finita l’esperienza sulla spiaggia che chiude la navigazione lungo il delta e le sue morfologie, fluviali e costiere, si approda al vicino approdo di Via Po di Gorino dove ci aspetta il mezzo di trasporto per il rientro.

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Fig. 12 - L'approdo.

 
 

 

 
Fig. 7












































 

 



 





 
Fig. 8


 
Fig. 9


 
Fig. 10



 
Fig. 11



 
Fig. 12
     
     
     
 
VARIAZIONI ALL'ITINERARIO IN CASO DI MALTEMPO

Non previste. L’escursione può essere effettuata anche con maltempo (se questo ovviamente non impedisce l’uscita della barca).



 
   
     
     
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